Amalia Popper

Amalia Popper

Figlia di Leopoldo, nata il 26 agosto 1891; frequentò il Liceo Femminile presso il quale si diplomò con il massimo dei voti nel 1908 e, essendo intenzionata a iscriversi all’Università per due anni si dedicò allo studio per preparare gli esami di ammissione. L’insegnante privato che l’aiutò con l’inglese fu James Joyce.

Gli sforzi di Amalia e le lezioni di Joyce diedero buoni frutti ed ella potè frequentare l’Università di Firenze, in cui incontrò un compagno di studi pugliese, Michele Risolo, che più tardi, nel 1914, sarebbe diventato suo marito (il loro fidanzamento, nel 1913, potrebbe aver fornito a Joyce la materia per il culminante episodio della Pasqua nel Giacomo Joyce). Nel settembre 1915 diede alla luce il primo figlio, Angiolo Leopoldo. Riuscì a laurearsi nel 1917 e alla fine della guerra la coppia rientrò a Trieste, dove nacquero altri due figli, Silvia nel 1920 e Fausto nel 1924.
Nel 1927 Amalia iniziò a insegnare alle scuole medie, mentre, grazie alla tempestiva adesione al Partito Fascista, la carriera giornalistica di Michele Risolo progrediva rapidamente (tanto che, nel 1933, divenne l’editore del giornale fascista locale, “Il Popolo di Trieste”). Nei primi anni trenta Amalia iniziò a pubblicare alcune traduzioni dai Dubliners sul giornale del marito e sul “Piccolo”, e nel 1935 cinque dei racconti della raccolta apparvero in forma di volume sotto il titolo Araby, corredati di una breve biografia di Joyce.

Nel 1938, nonostante le ottime credenziali di Risolo nei confronti delle gerarchie fasciste, le leggi razziali sconvolsero radicalmente la situazione familiare: Risolo dovette dimettersi dalla sua carica al “Popolo” in quanto marito di un’ebrea (fu infatti accusato essersi lasciato influenzare dalla moglie e di aver redatto per questo motivo degli editoriali molto tiepidi rispetto alle nuove leggi) e Amalia, nonostante fosse in possesso del prerequisito per l’insegnamento rappresentato dall’essere membri del Partito Fascista da prima del 1933, fu sospesa dall’insegnamento. Fece appello contro tale provvedimento sfruttando le credenziali del marito (che aveva partecipato alla Marcia su Roma) ottenendo, a quanto pare, il reinserimento.
Durante la guerra si trasferì a Firenze dove visse lontana dal marito e dal padre e dove rimase anche dopo la fine della guerra lavorando come insegnante. Richard Ellmann, persuaso che Amalia fosse il solo modello su cui era basato il personaggio femminile del Giacomo Joyce, fece vari tentativi per intervistarla ma Risolo riuscì sempre a tenerlo lontano dalla moglie e a fornirgli la propria versione castigata della relazione fra Joyce e Amalia Popper. Ciò nonostante, per una bizzarra forma di rispetto, Giacomo Joyce fu pubblicato solo dopo la morte di Amalia Popper nel 1967.