Roberto Prezioso

Roberto Prezioso

Roberto Prezioso nacque il 30 maggio 1869, nella Trieste austriaca ma, appare evidente, con la cittadinanza italiana; tanto è vero che, nell’agosto 1890, si arruolò con il grado di caporale nel Terzo Reggimento Artiglieri, Quinto Battaglione dell’esercito italiano, dislocato a Bologna. Dopo il conflitto rientrato a Trieste, iniziò a lavorare come giornalista per “Il Piccolo”, diventando alla fine caporedattore dell’edizione serale, “Il Piccolo della Sera”. Nel 1896 acquisì la cittadinanza austriaca, sposandosi con Bice Cozzi (nata nel 1867) da cui ebbe due figli, Lucio (nato nel 1897) e Sergio (nato nel 1901).

Prezioso fu uno dei primi studenti di Joyce alla Berlitz e fu lui a invitare lo scrittore irlandese a produrre il suo primo articolo per “Il Piccolo della Sera” nel 1907, dopo che Joyce gli aveva fatto notare alcuni errori in un pezzo sulla morte di John O’Leary. Pare che Joyce e Prezioso che condividevano interessi letterari fossero diventati molto amici.
Come altri degli amici e dei conoscenti di Joyce a Trieste (Giuseppe Cuzzi, Alessandro Marina, Giuseppe Luzzatto e altri), Prezioso era un fervido irredentista, membro di molte delle organizzazioni filo-italiane della città. Anche sotto questo aspetto, Prezioso risultò un contatto molto utile per Joyce poiché lo aiutò a ottenere il ciclo di conferenze su Amleto per la Società Minervache Joyce tenne fra il novembre del 1912 e il febbraio del 1913 (il breve articolo sul “Piccolo” che descrive la conferenza finale è probabilmente di mano di Prezioso).
Ma Prezioso è spesso ricordato presso gli studiosi joyciani non tanto per queste vicende quanto per il suo celebre tentativo di corteggiare Nora che dovrebbe situarsi fra il 1912 e l’altrettanto famosa reprimenda pubblica di Joyce nei suoi confronti, tra il settembre e il novembre 1913. Questo abbozzato “triangolo” fu forse la principale fonte di ispirazione di Exiles, in cui Prezioso presta il nome di battesimo a Robert Hand (d’altra parte in un appunto per il testo teatrale è lo stesso Joyce a rendere esplicito questo legame del personaggio storico con il personaggio drammatico).

A causa dei suoi legami con l’ambiente irredentista, dopo l’entrata dell’Italia nella guerra, Prezioso fu costretto a fuggire da Trieste e come accadde a molti dei fuoriusciti, la sua casa fu perquisita e sequestrata dalla polizia. Dopo la guerra ritornò a Trieste, ma nel 1922 si trasferì definitivamente a Milano, dove morì il 14 gennaio 1930.