A Portrait of the Artist as a Young Man

Quando Joyce arrivò a Trieste nel 1904 aveva già scritto 12 capitoli del suo romanzo Stephen Hero, cominciato nel corso di quell’anno. L’8 settembre 1907, sempre più insoddisfatto della forma del romanzo, disse a Stanislaus che l’avrebbe riscritto in cinque capitoli dopo la conclusione del suo racconto lungo The Dead. Verso la fine di novembre aveva riscritto il primo capitolo di Stephen Hero come primo capitolo di Portrait; verso marzo del 1908 aveva finito il secondo capitolo e per aprile aveva dato il terzo da leggere a Stanislaus. A questo punto, la revisione di Stephen Hero sembra arrestarsi, in parte a causa delle difficoltà di rappresentare la crescita di Stephen dopo l’episodio del sermone e in parte a causa delle difficoltà economiche di Joyce e della frustrazione collegata alla scrittura che lo porterà a considerare altre scelte per arrivare al successo e alla prosperità.

Nel febbraio del 1909 Italo Svevo – cui nel 1912 Joyce avrebbe spedito la celebre cartolina qui riprodotta recante la scritta «A portrait of the artist as an old man. Stephen Dedalus» – scrisse a Joyce una lettera contenente le sue impressioni sui primi tre capitoli. Tuttavia nel febbraio del 1911, la frustrazione di Joyce era tale che egli gettò il manoscritto di Portrait nella stufa accesa da cui lo trasse, fortunatamente salvandolo, sua sorella Eileen. Nell’agosto del 1912, Joyce scrisse a Nora riferendole che l’editore Roberts gli aveva chiesto di finire il suo romanzo e che, se Dubliners fosse stato pubblicato, si sarebbe «tuffato nel romanzo» e l’avrebbe finito (un segnale abbastanza chiaro del fatto che la scrittura del libro non aveva fatto alcun significativo progresso in più di quattro anni).

La svolta si ebbe soltanto con la scoperta di Joyce da parte del poeta americano Ezra Pound, che scrisse a Joyce nel dicembre del 1913 chiedendogli il permesso di pubblicare una sua poesia in un’antologia che stava preparando assieme a Yeats. Nel gennaio del 1914 Joyce gli spedì i primi capitoli di Portrait, che Pound giudicò «roba dannatamente eccellente» e nel giro di poche settimane il romanzo cominciò a uscire a puntate sul periodico inglese “The Egoist”.
Inoltre, nel marzo dello stesso anno, Joyce aveva finalmente firmato un contratto di edizione con Grant Richards per Dubliners (pubblicato nel giugno successivo) e questi due avvenimenti sembrano averlo indotto a portare a termine il Portrait durante il 1914.
Il rilievo della città di Trieste in queste pagine, può essere più chiaramente individuato negli ultimi due capitoli, che rivelano alcune interessanti analogie con Giacomo Joyce sia in termini di contenuto (la presentazione dell’amata e i riferimenti a Dowland, etc.) sia stilisticamente (lo staccato, lo stile “giornalistico” delle pagine finali).