Marina Alessandro

Marina Alessandro

Nato a Venezia nel 1855 da famiglia ebrea, Marina si trasferì a Trieste nel 1864. Studiò medicina all’Università di Vienna, laureandosi nel 1880. Ritornato a Trieste, si specializzò in neurologia, influenzato dal neurologo tedesco Wilhelm Erb. Nel 1883, assieme a un gruppo di dottori fondò un’associazione privata che diventò successivamente la Poliambulanza, un policlinico sul modello viennese. Alla clinica neurologica della Poliambulanza diretta appunto da Marina fino alla prima Guerra Mondiale, Joyce venne curato con l’elettroterapia per il suo braccio destro paralizzato, o parzialmente paralizzato, tra il giugno-luglio 1907 (anche se è probabile che ad applicare la terapia siano stati gli assistenti del dottor Marina, Attilio Coffler e Giovanni Saiz).

Marina era un medico estremamente rigoroso e capace: pubblicò dozzine di articoli sulle principali riviste mediche in lingua italiana e tedesca e diversi studi raccolti in volume. Politicamente fu un fervente irredentista e annoverò tra i suoi amici molti tra i principali esponenti dell’irredentismo locale (era intimo, in particolare, di Giuseppe Cuzzi, che ebbe in cura durante i suoi ricorrenti periodi di depressione, tanto da figurare come unico erede non appartenente alla famiglia nel testamento di Cuzzi del 1919).
Poco prima dell’entrata dell’Italia nella prima Guerra Mondiale, Marina si trasferì con la moglie a Santa Margherita Ligure, vicino Genova, dove si trattenne tutto il periodo del conflitto mantenendo i contatti con i suoi numerosi conoscenti triestini che si trovavano in momentaneo esilio in Italia e in Svizzera e dando ospitalità alla famiglia Cuzzi, Emma inclusa, a Edoardo Schott e altri. Nonostante questo evidente legame, dopo la guerra non rientrò a Trieste, preferendo trasferisirsi definitivamente a Genova.
Nel 1924, sebbene fossero stati probabilmente completati addirittura prima del 1917, pubblicò i suoi Studi statistiche neurologiche: 18,000 casi, un’analisi statistico-epidemiologica dei suoi trent’anni di pratica medica: un’opera che può esser letta tuttora con profitto dagli studenti di medicina. oltre che dai cittadini di Trieste interessati al suo passato. Nel 1929 Alessandro Marina, dimostrando ancora una volta che il suo legame con la città adriatica era tutt’altro che spezzato, donò più di 650 testi medici, tra i quali molte sue opere, alla Biblioteca Civica di Trieste. Morì a Genova l’11 marzo 1930.