28 e 29 Ottobre 2016

Richard Francis Burton

Richard Francis Burton

Due grandi scrittori di lingua inglese, due personaggi fuori del comune che, oltre alla lingua, ebbero molto altro in comune: un’erudizione eccezionalmente ampia, una versatilità linguistica e una facilità straordinaria nell’apprendimento delle lingue straniere, una curiosità insaziabile per le culture, le religioni e le abitudini sessuali dei popoli della terra, un’antipatia variamente declinata per la Gran Bretagna imperialista e un’amore altalenante per questa piccola città adriatica che accolse entrambi per lunghi anni della loro vita.

I due scrittori sono James Joyce, il celeberrimo romanziere irlandese che trascorse a Trieste anni decisivi fra il 1904 e il 1920, e Richard Francis Burton, il grande orientalista, esploratore, archeologo, traduttore (fra l’altro delle “Mille e una notte” e del “Kamasutra”) che fu console di Sua Maestà britannica a Trieste fra il 1872 e il 1890. Protagonisti entrambi, nell’imminente fine settimana, di iniziative intese a tracciare il loro itinerario attraverso la città di Trieste.
Un itinerario che è tracciato, nel caso del primo, da lungo tempo, grazie agli studi dei joyciani triestini e, in particolare, grazie al volume di Renzo S. Crivelli dedicato appunto agli “Itinerari triestini” dello scrittore. Itinerario al quale, tuttavia, è mancata in anni recenti una tappa, giacché la targa posta sullo stabile di via della Pescheria 7, corrispondente alla casa di tolleranza detta “Il Metro Cubo” (per le ridottissime dimensioni) cui probabilmente Joyce fa riferimento in una nota lettera a Italo Svevo, era stata rovinata nel corso dei lavori di ristrutturazione dello stabile e viene ora rimessa al suo posto a cura dei condomini nel corso di una cerimonia pubblica che si terrà venerdì 28 ottobre alle ore 11 sul sito stesso, a pochi passi da piazza Cavana, grazie ai buoni uffici dello stesso Crivelli che ricorderà il significato del sito e della presenza di Joyce a Trieste.

Della presenza di Richard Burton a Trieste, e del suo significato, si occuperà invece il prof. Michael Walton nel corso di un incontro che si avrà il giorno successivo, sabato 29 ottobre, sempre alle ore 11, presso la sede del Museo Sveviano e del Museo Joyce di via Madonna del Mare 13, in cui verrà presentato il nuovo pieghevole di itinerari burtoniani realizzato – come già quelli dedicati a Svevo, allo stesso Joyce, a Saba e a Fulvio Tomizza, da tempo in distribuzione – dal Servizio Biblioteche del Comune di Trieste. Il volantino, ricchissimo di informazioni e citazioni sul soggiorno triestino di Burton viene stampato per ora in due lingue, italiano e inglese, e verrà distribuito attraverso gli istituti culturali del Comune e l’info point di Turismo FVG di via dell’Orologio.

Per raccontare meglio l’affascinante parabola esistenziale di un personaggio come Burton, l’incontro prevede, oltre a una breve presentazione del pieghevole, una proiezione del documentario “Il leone e la leonessa. Vita di Sir Richard Burton e di sua moglie Isabel”, di Riccardo Cepach, seguita da un “walking tour” nelle vie del centro guidato dal prof. Walton che ripercorrerà alcuni dei principali indirizzi cittadini legati al nome dello scrittore inglese.